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Quando lo stock di cosmetici invenduti diventa un problema di filiera

Parliamo di: Beni di consumo invenduti, Import/Export
3 Giugno 2026

Il settore cosmetico italiano non ha mai corso così veloce. Eppure, dietro una crescita che non accenna a fermarsi, si nasconde un problema che l’industria beauty fatica ad affrontare apertamente: la gestione dello stock di cosmetici invenduti. Profumi che non trovano acquirenti, linee makeup discontinue, collezioni stagionali ormai superate. Ogni anno, una quota significativa di prodotti perfettamente integri finisce smaltita invece di trovare una seconda vita.

Un settore in piena corsa e ciò che ne consegue

Nel 2024, il fatturato totale dell’industria cosmetica italiana ha toccato i 16.550 milioni di euro, con una crescita del 9,1% rispetto all’anno precedente. Un risultato straordinario, che colloca l’Italia tra i principali player europei del settore. Ma a volumi di produzione e distribuzione così elevati corrispondono, inevitabilmente, giacenze altrettanto significative.

A complicare la gestione delle scorte contribuisce la crescita rapida del canale online: nel 2024 gli acquisti di cosmetici via e-commerce in Italia sono cresciuti del 13,5%, superando 1,26 miliardi di euro. Un dato positivo ma che porta con sé una conseguenza diretta: l’aumento dei resi. I consumatori che acquistano online restituiscono prodotti con maggiore frequenza rispetto a chi acquista in negozio, generando flussi di ritorno che i brand devono gestire in modo strutturato.

A questi si sommano le giacenze generate da fenomeni strutturali del settore: trend di consumo che cambiano rapidamente, collezioni stagionali che devono essere sostituite, errori di previsione della domanda

Infine, a differenza di quanto accade in altri settori, nel beauty c’è un fattore che rende il problema ancora più urgente: la data di scadenza. Un capo di abbigliamento invenduto può attendere. Uno stock di cosmetici, no. Ogni mese che passa avvicina il prodotto alla scadenza e restringe la finestra di ricollocazione. Il risultato è uno stock che si accumula, perde valore ogni giorno e – se non gestito con tempestività – diventa un problema logistico, finanziario e ambientale.

Smaltire non è la soluzione giusta

Quando il prodotto invenduto supera una certa soglia, la tentazione di ricorrere allo smaltimento è forte. Ma nel settore beauty non si parla di rifiuti ordinari. I cosmetici scaduti o invenduti rientrano nella categoria dei rifiuti speciali e richiedono una gestione ben precisa: raccolta in contenitori etichettati, registrazione sul registro di carico/scarico, trasporto con mezzi autorizzati e conferimento a impianti specializzati. Un processo che ha un costo reale e misurabile, e che – oltre all’onere economico – genera un impatto ambientale che le aziende non possono più permettersi di ignorare.

Lo smaltimento è anche sempre più sotto la lente della normativa europea. Il Regolamento ESPR in vigore dal luglio 2024, ha introdotto il divieto di distruzione degli invenduti per abbigliamento e calzature a partire dal 19 luglio 2026. Ma la norma va ben oltre il fashion: tra i prodotti prioritari per i quali saranno definiti requisiti specifici di ecodesign figurano esplicitamente anche i cosmetici. Chi non si attrezza oggi per gestire le proprie eccedenze in modo virtuoso, si troverà presto a farlo sotto la pressione di obblighi normativi più stringenti.

Ricollocare è meglio che smaltire

La soluzione esiste ed è più accessibile di quanto si pensi. Affidarsi a un partner specializzato nella gestione delle eccedenze significa trasformare un problema in un asset: i prodotti invenduti diventano liquidità immediata, il magazzino si libera per le nuove linee, e il bilancio di sostenibilità aziendale migliora in modo misurabile.

In M&A Export gestiamo le eccedenze di prodotti beauty – dai profumi agli accessori per la cura della persona – ricollocandoli su mercati secondari internazionali, selezionati per garantire la massima segregazione geografica rispetto ai canali primari del brand. Il prodotto raggiunge un consumatore diverso, in un mercato diverso, a un prezzo diverso.

Con una rete distributiva attiva in oltre 60 Paesi, siamo in grado di trovare la destinazione giusta per qualsiasi tipologia di stock di cosmetici. Se hai delle giacenze di prodotti beauty che non sai come gestire, contattaci subito e valutiamo insieme la soluzione più adatta.